Chi sbarca per la prima volta a New York inquadra tutto quello che vede in qualche immagine mentale di New York e i suoi grattacieli. Per questo si può dire che ogni esperienza di un luogo reale è sempre uno sguardo su un mondo già osservato. La geografia del mondo è fatta di cose sognate, fantasticate, di residui immaginari, ancora prima che di mappa e carte geografiche.
Gianni Celati, Conversazioni del vento volatore, Quodlibet, 2011