Leonida si chiamava proprio Leonida. Per quel nome opprimente non meno che eroico poteva dir grazie a suo padre, che a parte questa eredità, da povero insegnante di ginnasio quale era, non gli aveva lasciato altro che un'intera collezione di classici greci e latini, nonché dieci annate dei "Tubinger altiphilologische Studien".
Franz Werfel, Una scrittura femminile azzurro pallido, Adelphi, 2008