Senza alzare lo sguardo, senza un'interruzione né un punto fermo, e sempre come fissando il centro della Terra, Amelie aveva reso così la sua concitata confessione, interrompendo quella solfa soltanto qualche volta per bruciante vergogna o per un guizzo di ironia.
Franz Werfel, Una scrittura femminile azzurro pallido, Adelphi, 2008