venerdì 11 febbraio 2011

non sopporto


Non sopporto la gente che ride a sproposito, soprattutto a teatro. Non capisco cosa ci sia da ridere quando Didì e Gogo pensano di impiccarsi, a me viene da piangere mentre ascolto Beckett, e questa platea del cazzo ride e il loro riso cretino insieme all’angoscia di Beckett mi rendono la situazione insopportabile. Voglio andare a casa a leggere Beckett da solo senza tutta questa gente intorno, ma decido di rimanere. Gente che ride senza saperne la ragione, gente che va a teatro per il solo fatto che è abituata ad andare a teatro ma del teatro in generale, e in particolare del teatro di Beckett, non capisce nulla. E forse anche il teatro stesso si è adeguato alle persone che lo frequentano, rendendo tutto ridicolo, perché il pubblico ha bisogno di questo ansiogeno senso del ridicolo e questo il teatro propone e il pubblico esce felice.