martedì 12 aprile 2011

non v'è letteratura

Non v'è letteratura senza diserzione, disubbidienza, indifferenza, rifiuto dell'anima. Diserzione da che? Da ogni ubbidienza solidale, ogni assenso alla propria o altrui buona coscienza, ogni socievole comandamento. Lo scrittore sceglie in primo luogo di essere inutile; quante volte gli si è gettata in faccia l'antica insolenza degli uomini utili: "buffone". Sia, lo scrittore è anche buffone. E' il fool: l'essere approssimativamente umano che portà l'empietà, la beffa, l'indifferenza fin nei pressi del potere omicida. Il buffone non ha collocazione storica, è un lusus, un errore.
Giorgio Manganelli, Antologia privata, Rizzoli, 1989