sabato 7 aprile 2012

si portava

Si portava dietro la solitudine come la custodia di uno strumento. Non se ne staccava mai. Alla fine delle serate, dopo aver chiacchierato con gli ammiratori e magari con qualche amico di passaggio, dopo essersi ficcato in un bar ed esserci rimasto finché non c'era più nessuno, dopo essersi diretto verso casa, dopo aver cercato le chiavi e averle sentite grattare rigirandole nella serratura silenziosa, dopo aver aperto la porta dell'appartamento e averlo trovato esattamente come lo aveva lasciato, dopo aver buttato la custodia del sax sul divano, dopo tutto questo, non importa quanto fosse tardi, arrivava sempre il momento in cui lo assaliva il desiderio di continuare a parlare, di sentire il tintinnio e il gorgoglio di qualcuno che metteva su il caffè o versava da bere.
Geoff Dyer, Natura morta con custodia di sax, InstarLibri, 2009