Una storia accade e scompare e nessuna la racconta. Poi da qualche parte vive una persona, i pomeriggi sono caldi e inutili, e arriva Natale e quella persona muore, e al cimitero si aggiungerà una nuova lapide con un nome. Due o tre persone, un marito, un fratello, una madre, ancora per qualche anno portano nella testa quella luce, quella leggenda, e poi anche loro muoiono. Per i figli non è più che un vecchio film, l'alone sfocato di un viso dissolto. I nipoti non ne sanno nulla. E gli altri dimenticheranno. Di quella persona non resta più nè il nome, nè il ricordo, nè il vuoto. Nulla.
Josef Skvorecky, Il sax basso, Adelphi, 1993