Riguardo a quella vecchia discussione filosofica, adesso considerata di scarso interesse, che ha per argomento se gli oggetti esterni esistono soltanto quando noi li percepiamo, oppure se esistano anche quando noi non li percepiamo, faccio un esempio: sono nella mia stanza, seduto in poltrona, e sto leggendo un libro, e la mia stanza esiste perché la sto percependo chiaramente, poi mi telefona un mio amico se ci troviamo fra mezz'ora in Piazza Grande, per fare un giretto di un'ora, allora esco di casa, e mentre sono in Piazza Grande, casa mia, per tutta quell'ora che io sono stato fuori, potrebbe sparire, nessuno mi garantisce che non sparisca. Per esempio potrebbe esserci qualcuno (Dio?) che fa sparire casa mia per un'ora, poi quando io torno a casa, la rimette al suo posto, così a me sembra che casa mia esista di continuo, ma magari mentre ero in centro casa mia era sparita.
Ugo Cornia, Operette ipotetiche, Quodlibet, 2010