Non scriverò più, pensai, perché sono un uomo felice e gli uomini felici non hanno motivo di scrivere. Un uomo felice finisce inevitabilmente per scrivere della sua felicità, oppure di un'infelicità che non possiede e non so che cosa sia peggio: se scrivere la propria felicità o l'impropria infelicità, davvero non lo so, ma so che non voglio scrivere nè l'una nè l'altra, pensai [...]
Vitaliano Trevian, Un mondo meraviglioso, Einaudi, 2003