mercoledì 13 giugno 2012

eppure

Eppure a questi giorni, per certi aspetti così ripetitivi, non so rinunciare. Intanto perché è casa mia. Io ho imparato a vivere qui e non c'è angolo che non mi emozioni. Tu la chiameresti poetica dei gerani. Io invece trovo insopportabile il vezzo di considerare l'infanzia e l'adolescenza come malattie di cui si è avuta la fortuna di guarire. Credo, al contrario, che solo ricordando le delusioni di allora si possa capire perché si dorme male, si è ansioni senza motivo, insoddisfatti del lavoro che pure si è scelto, segretamente convinti che persino la più ragionevole delle convivenze sia fonte di insostenibili frustrazioni.
Gilberto Severini, Congedo ordinario, Playground, 2011