Penni è nera. Tutta, completamente, nera. E’ la più nera di
tutti e fa cose che sembrano strane.
Penni mangia tutto
quello che trova, scarpe, libri, giornali, lenzuola. Mangia anche croccantini e
riso con carne di manzo. Preferisce il riso con la carne ma in genere non fa
tanti complimenti.
Penni piscia
dappertutto, soprattutto sopra i tappeti, soprattutto appena rientra in casa
dopo che è uscita a fare la passeggiata con la padrona per pisciare. Ma quale
padrona? Penni non ha padroni, è un cane autonomo, Penni scappa appena può e
non torna, se non dopo qualche ora, e appena rientra in casa piscia.
Penni non sta mai ferma, dorme poco, soffre d’insonnia,
gironzola per casa e mangiucchia quello che trova, ogni tanto piscia.
Penni non sta mai zitta. Parla, ha sempre molte cose da
dire, di certo pensa delle cose che noi umani non siamo in gradi di afferrare,
ma gli altri cani la capiscono benissimo.
E’ nata da qualche parte a Roma da genitori ignoti, è stata
adottata da una famiglia. Tutti si sono subito resi conto che è stata Penni ad
adottare loro.
Penni ama andare al mare ma non fa il bagno, ama andare in
montagna ma preferisce rincorrere le mucche piuttosto che andar per sentieri,
ama la campagna ed è amica delle pecore.
Penni parla, organizza, vede, pensa. E’ diventata sindaco
del parco dove si incontra con gli altri cani, ha lottato per allargare lo
spazio a loro dedicato, ha costretto il Comune di Roma a mettere una fontanella
nuova proprio dentro al parco.
Penni non guida la macchina, si fa accompagnare dalla
padrona, Penni vuole sempre andare da qualche parte, è piena di impegni. Deve
incontrare questo o quello, deve andare a salutare le pecore in campagna o le
mucche in montagna.
Penni vuole costruire un mondo a misura di cane, un mondo
dove i cani possano vivere in pace e possano pisciare dove gli pare. Non è sola
in questa lotta, ha coinvolto almeno venti cani conosciuti al parco.
I padroni iniziano a preoccuparsi. Sanno che Penni la vede
lunga.
Penni non sa scrivere, parla di sé in terza persona e ha
dettato queste parole.