Mi davo alla depravazione solitamente io, di notte, di nascosto, pavidamente, sudiciamente, con una vergogna che non mi lasciava nei momenti più ripugnanti e che anzi in quei momenti giungeva fino alla maledizione. Già allora portavo nell'anima mio il sottosuolo.
Fedor Dostoevskij, Memorie del sottosuolo, Einaudi, 2002